Istat: Con gli 80 euro, 97 mila famiglie in meno a rischio povertà

Istat: Con gli 80 euro, 97 mila famiglie in meno a rischio povertà


Il bonus 80 euro comporta «una lieve riduzione della diseguaglianza economica e del numero di famiglie a rischio di povertà: circa 97 mila famiglie in meno rispetto allo scenario base nel 2015»: lo dice il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, durante un’audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla legge di Stabilità. Con il bonus Irpef da 80 euro, chiarisce l’Istat, «risulta un aumento del reddito dei beneficiari pari a circa il 2,7%».
In crescita numero di chi cerca lavoro
Il presidente dell’Istat parla anche di lavoro. Dopo un lungo periodo di flessione, si intravedono «i primi segnali di stabilizzazione» del mercato del lavoro. Giorgio Alleva ha inoltre sottolineato come sia in crescita il numero degli occupati e di chi cerca lavoro. «Questa è una buona notizia, perché vuol dire che il paese si sta rimettendo in moto». Secondo i dati dell’Istat, nel 2014 il tasso di disoccupazione continuerà a crescere (12,5%, tre decimi in più rispetto al 2013), per poi tornare lievemente a diminuire nel 2015 (12,4%) e nel 2016 (12,1).
Effetto nullo della manovra nel 2015-2016… 
 


l bonus 80 euro comporta «una lieve riduzione della diseguaglianza economica e del numero di famiglie a rischio di povertà: circa 97 mila famiglie in meno rispetto allo scenario base nel 2015»: lo dice il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, durante un’audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla legge di Stabilità. Con il bonus Irpef da 80 euro, chiarisce l’Istat, «risulta un aumento del reddito dei beneficiari pari a circa il 2,7%».
In crescita numero di chi cerca lavoro
Il presidente dell’Istat parla anche di lavoro. Dopo un lungo periodo di flessione, si intravedono «i primi segnali di stabilizzazione» del mercato del lavoro. Giorgio Alleva ha inoltre sottolineato come sia in crescita il numero degli occupati e di chi cerca lavoro. «Questa è una buona notizia, perché vuol dire che il paese si sta rimettendo in moto». Secondo i dati dell’Istat, nel 2014 il tasso di disoccupazione continuerà a crescere (12,5%, tre decimi in più rispetto al 2013), per poi tornare lievemente a diminuire nel 2015 (12,4%) e nel 2016 (12,1).
Effetto nullo della manovra nel 2015-2016
Contestualmente l’Istat ridimensiona le stime di crescita dell’economia italiana e mette in guardia il governo dopo il varo della legge di Stabilità. Dice Alleva: «Nel 2015 e nel 2016 la crescita economica reale beneficerebbe in modo marginale delle manovre espansive, rimanendo sostanzialmente invariata rispetto al quadro tendenziale». Gli ultimi dati Istat «mostrano alcuni segnali positivi che, tuttavia, sono ancora eccessivamente frammentati e instabili per indicare con chiarezza una conclusione della lunga fase recessiva». L’aumento della dinamica dei consumi delle famiglie si rifletterebbe in parte in maggiori importazioni e verrebbe compensato dalla riduzione di consumi e investimenti pubblici. Nel 2017, per l’orientamento restrittivo della manovra la crescita economica si ridurrebbe di quasi due decimi di punto.