IL CONFRONTO DELLE IDEE – Ferrante de Gemmis: letterato e filosofo

IL CONFRONTO DELLE IDEE – Ferrante de Gemmis: letterato e filosofo

Ferrante de Gemmis: letterato e filosofo
 
di Maria Teresa De Scisciolo e Gero Grassi
 
 
Terlizzi 14 giugno 1732 – 21 aprile 1803
Ferrante de Gemmis è il primo di quattro fratelli, figlio di Tommaso e di Francesca Bruni dei baroni di Cannavalle. E’ fratello di mons. Gioacchino, rettore dell’Università di Altamura, di Giuseppe, Presidente della Regia Camera della Sommaria e di Giovanni Andrea, Consigliere della Suprema Corte di Giustizia.
All’età di undici anni si trasferisce a Napoli, affidato alle cure del prozio, il Ministro Ferrante Maddalena. Studia grammatica, eloquenza greca e latina, logica e matematica, dai più prestigiprecettori. E’ allievo dell’Abate Antonio Genovesi, di cui diviene amico e con cui mantiene una corrispondenza epistolare, approfondendo con lui filosofia ed economia politica.
Si laurea in Diritto all’Università di Napoli. Il Ministro Maddalena lo introduce nella pratica forense e negli ambienti più esclusivi della corte partenopea. Lo designa erede universale, con la clausola di aggiungere il suo cognome al proprio, obbligo non rispettato dai discendenti.
Morto il prozio nel 1752, è nominato dal Re giudice a Cava dei Tirreni. E’ malvisto a corte perché rinuncia alla carica per tornare a Terlizzi nel 1754.
Nella città natale torna a studiare filosofia. Istituisce una Accademia, vero e proprio cenacolo culturale. E’ animato dal desiderio di fare ricerca scientifica e di attuazione pratica di conoscenze in campo agricolo.
Non ottenendo l’approvazione Reale, perché sospetto centro di idee liberali, l’Accademia chiude. Gli incontri culturali proseguono ufficiosamente, per anni, grazie anche all’incoraggiamento dell’abate Antonio Genovesi.
Ferrante de Gemmis ha un grave incidente, a causa di una caduta dal calesse. Subisce una delicata operazione e a stento salva la vita.
Nel 1757 sposa donna Caterina Lioy di Terlizzi, della nobile famiglia Lioy, di orientamento massonico. E’ governatore di Terlizzi e promette il riscatto della città dal diritto dell’ius moliendi, diritto di molitura, che la duchessa di Giovinazzo donna Eleonora Giudice da anni impone.
Fonda il Conservatorio delle Orfanelle nel 1769 e nello stesso anno apre le scuole pubbliche con reale approvazione.
E’ Sindaco della città negli anni 1770-1773.
E’ incaricato da Francesco I di Borbone al riordinamento dell’amministrazione della Città, divenuta regia nel 1774.
La vita familiare è lieta e gli porta 7 figli, tra cui Tommaso Maddalena, capitano dei Reali eserciti e governatore militare di Terlizzi; Elisabetta, moglie di Giuseppe de Samuele Cagnazzi, fratello del celebre Luca; Cecilia, sposatasi con Pietro Lupis e Giuseppe, sposato a donna Maria de Introna, dalla cui discendenza ha origine il ramo di Gennaro de Gemmis.
Scrive numerose opere letterarie e filosofiche, che pubblica anonime per modestia. I suoi scritti sono andati perduti, salvo il libro storico intitolato ‘Tavole cronologiche della Storia Universale’, pubblicato a Napoli nel 1782. E’ autore della biografia di Vitangelo Bisceglia pubblicata nel Dizionario degli uomini illustri del Regno.
Muore a Terlizzi ed è sepolto nella cappella nobiliare de Gemmis