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Comunicati Stampa / 07.05.2010

di Gero Grassi – Parlamentare del Partito Democratico

“Noi non vogliamo essere gli uomini del passato, ma quelli dell’avvenire. Il domani non appartiene ai conservatori o  ai tiranni. E’ degli innovatori attenti, seri, senza retorica.”
Questo affermava Aldo Moro nel 1963, motivo per cui ricordarlo oggi a distanza di 32 anni dalla sua morte, non è un esercizio della retorica, né nostalgico rimembrare.
Nel 1946, quando si svolsero le prime elezioni politiche, si registrò una grande novità: per la prima volta in Italia votarono tutti i cittadini. Soprattutto, votavano le donne fino ad allora escluse. Il manifesto della Democrazia Cristiana dichiarava: “Se le donne avessero potuto votare prima, non ci sarebbe stata la guerra e il fascismo”.
Il manifesto del Partito Comunista affermava: “Le donne per la nuova famiglia e per il futuro dell’Italia”.
 

Comunicati Stampa / 07.05.2010

Nota dell’on. Gero Grassi - Vicepresidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati
  
Condivido pienamente il timore espresso dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola in merito alla impostazione bloccata, che si vorrebbe dare ai primi tasti del telecomando, in vista della definizione della TV digitale.
Pare infatti che l'Agcom, agenzia nazionale per le comunicazioni, in accordo con il Governo, stia proponendo di riservare alle TV nazionali i primi tasti dei prossimi telecomandi.
Non è auspicabile che il Governo propenda per questa decisione per due motivazioni semplicissime. Innanzitutto si sconvolgerebbero le abitudini della famiglie italiane, negando loro la libertà di scelta. Inevitabilmente poi, si relegherebbero le TV locali a posizioni e postazioni di coda.....