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Comunicati Stampa / 12.07.2011

Testamento Biologico: nel suo intervento alla Camera dei Deputati l’on. Grassi, come Moro, richiama l’attenzione sull’art. 32 della Costituzione
  
L’on. Gero Grassi, Vicepresidente della Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati è intervenuto quest’oggi sul delicatissimo tema del ‘Testamento Biologico’ sottolineando che l’obiettivo deve essere sempre quello di salvaguardare il diritto alla salute, come fondamentale diritto della persona umana . Si è soffermato sull’articolo 32 della Costituzione Italiana, ricordando che: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.....
Rassegna / 09.07.2011

Nota dell’on. Gero Grassi – Vicepresidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati
 
 
La Finanziaria comincia ad avere effetti pesanti sulla Puglia. Non venga a raccontarci il contrario il Ministro Fitto, impegnato a propagandare un Piano per il Sud, di cui tutti sentono parlare, ma nessuno vede.
Per usare un eufemismo e descrivere il rapporto che intercorre tra Finanziaria e Sanità pugliese, potremmo parlare di ‘accanimento terapeutico’. All’orizzonte 530 licenziamenti. Magari diranno che è per il bene della regione, ignorando che corrispondono a 530 famiglie sul lastrico e 530 servizi sanitari scoperti.
Entriamo nel merito. Il prossimo riparto del Fondo sanitario nazionale, verrebbe decurtato di circa 5 miliardi di euro; per la Puglia significa 300-400 milioni in meno....
Comunicati Stampa / 08.07.2011

Nota dell’on. Gero Grassi – Vicepresidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati.
 
Secondo qualche stratega politico con il taglio delle Province si potrebbero recuperare i soldi per rimpinguare le casse dello Stato Italiano. Si dimentica, tuttavia, che il 50% dei costi delle Province è determinato dal personale e l’altro 50% va a sostenere le spese per strade, scuole e servizi.
Insomma eliminando le Province, da un lato licenzieremmo un sacco di gente, dall’altro metteremo un bel punto interrogativo su vie di comunicazione, istruzione e servizi.
Come spesso accade, per tenere alta l’attenzione, si sceglie un argomento che può far presa sui cittadini e poi si spara a zero. Con la demagogia non si ottiene nulla.
E’ auspicabile una razionalizzazione delle Province sui territori, ma serve programmazione e attenzione....