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Comunicati Stampa / 19.07.2013


Nota dell’on. Gero Grassi – Vicepresidente Gruppo Pd Camera dei Deputati
 
La proposta di legge ha l’obiettivo di istituire una zona franca nell'area portuale e retroportuale di Taranto, anche alla luce degli eventi drammatici del caso ILVA e delle implicazioni economiche, produttive, sociali, occupazionali da esso derivanti.
Le zone franche costituiscono uno strumento di fondamentale importanza per il rilancio economico di un punto produttivo strategico, anche per l'effetto trainante che esse determinano su vari settori. Le principali caratteristiche delle zone franche, localizzate in tutti i continenti, sono solitamente raggruppate in tre categorie.
Nella prima categoria rientrano quegli istituti volti a favorire i consumi. Si cerca di migliorare le condizioni di vita e di incentivare i flussi turistici. 
Nella seconda categoria rientrano quegli istituti che mirano a incrementare lo sviluppo dei traffici e del commercio internazionale.
Nella terza categoria rientrano quegli istituti che mirano a favorire l'insediamento e la permeante localizzazione delle imprese in determinate zone: è questo un modo di incentivare lo sviluppo economico e commerciale.
Il porto di Taranto, secondo porto nazionale per il volume di traffici movimentati, ha l'urgente necessità dell'istituzione di una zona franca, al fine di non compromettere la sua capacità di reggere la concorrenza della portualità mediterranea e nord-europea nonché di contribuire a garantire la crescita dell'economia regionale e nazionale.
L'istituzione della zona franca nell'area portuale e retroportuale di Taranto si rende necessaria anche per dare impulso e nuova linfa alle attività presenti.
La provincia di Taranto ha subìto un preoccupante processo di deindustrializzazione che sta creando disoccupazione e sta spingendo i giovani a valutare occasioni di impiego fuori dalla Puglia.
I requisiti di flessibilità d'uso che caratterizzano questo istituto giuridico ne fanno un mezzo idoneo per affrontare e per risolvere situazioni di crisi endemiche.
Com'è noto con la locuzione «zona franca» sono indicati alcuni istituti di diritto doganale, caratterizzati dall'applicazione a un determinato ambito territoriale di un particolare regime di esenzione doganale, genericamente configurato come finzione giuridica di estraneità della porzione territoriale costituita in zona franca rispetto al territorio doganale dello Stato.
La possibilità delle merci, di provenienza intercomunitaria, di transitare in una zona franca da diritti doganali o di confine verso aree di mercato extracomunitarie non è misconosciuta a livello europeo. L'esistenza di numerose zone franche nel territorio dell'Unione europea è giustificata dall'interesse obiettivo di tutta la Comunità alla costituzione di tali territori in regime di esenzione fiscale, considerato, tra l'altro, il fatto che il gettito fiscale complessivo dello Stato in cui è istituita una zona franca non diminuisce, avvantaggiandosi quest'ultimo delle entrate derivanti dalle nuove realtà produttive che nel frattempo sono state create.
Comunicati Stampa / 16.07.2013




MOZIONE CONCERNENTE
INIZIATIVE NORMATIVE
PER LA SOSPENSIONE
DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO
AI PARTITI
 
 
La democrazia degli Stati moderni è una democrazia dei partiti, nasce e si sviluppa con loro.
I partiti sono presenti anche nei regimi totalitari - i partiti unici dei regimi non democratici appartengono pur sempre al genus del partito politico - ma oggi è impensabile una democrazia che possa fare a meno dei partiti.
Anche Simone Weil nel suo pamphlet contro i partiti scriveva: «Un partito è, in linea di principio, uno strumento destinato a servire una certa concezione del bene pubblico».
Nella realtà dello Stato contemporaneo i partiti politici svolgono una fondamentale funzione di collegamento fra governati e governanti, aggregando sulla base di una visione comune, le domande emergenti dalla società civile, e, operandone una sintesi, le trasferiscono nell'apparato statale, in modo da consentire scelte collettive semplificate e strutturate.
Più di ottant'anni fa, James Bryce, affermava: «I partiti sono inevitabili. Nessuno ha dimostrato come il governo rappresentativo potrebbe funzionare senza di loro». Essi rappresentano un principio ordinatore e semplificatore, «creano l'ordine dal caos di una moltitudine di elettori», perciò sono indispensabili per il funzionamento della democrazia.
Nonostante le ripetute dichiarazioni di crisi, declino, scomparsa, tramonto o semplicemente loro irrilevanza, i partiti politici mantengono un ruolo altamente significativo in tutte le democrazie occidentali, persino negli Stati Uniti.
Le funzioni che i partiti esplicano (organizzazione del consenso, formazione e selezione dei candidati alle cariche pubbliche, coordinamento delle loro rappresentanze nelle istituzioni politiche eccetera) sono ritenute sistemiche, ovvero necessarie al regolare funzionamento dei sistemi democratici.
Si può quindi affermare che «la buona salute delle democrazie dipende dalla buona salute dei partiti »...
Comunicati Stampa / 15.07.2013


Nota dell’on. Gero Grassi – Vicepresidente Gruppo Pd Camera dei Deputati 
 
Ogni anno, in Italia, almeno 60.000 persone muoiono in conseguenza di arresto cardiaco. 23.000 italiani, ogni anno, muoiono improvvisamente in conseguenza di un trauma inatteso che si verifica negli ambienti di vita e di lavoro e altri 65.000, per gli stessi motivi, riportano gravi invalidità permanenti.
La letteratura scientifica ha dimostrato che, sia in caso di arresto cardiaco improvviso, sia nell'evenienza di un trauma, un intervento di primo soccorso tempestivo e adeguato può contribuire a salvare, almeno, il 30 per cento delle persone colpite.
Se si riferisce il dato all'Italia e lo si esprime in termini assoluti, significa che delle 164 persone che ogni giorno muoiono improvvisamente nel nostro Paese a causa di un arresto cardiaco o di problemi cardiovascolari, almeno 50 potrebbero essere salvate intervenendo in tempo, con soccorsi appropriati.
Per queste ragioni occorre che le tecniche di primo soccorso diventino un bagaglio di conoscenza comune e diffusa.
La proposta di legge,“Introduzione dell'insegnamento del primo soccorso nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria superiore” si propone di rendere obbligatorio l'insegnamento del primo soccorso all'interno della scuola secondaria di primo grado e della scuola secondaria superiore...