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Comunicati Stampa / 22.06.2014


ANSA - Musei, si cambia. Dal 1 luglio, annuncia a sorpresa il Ministro della cultura Franceschini, parte la rivoluzione di orari e tariffe. Con sconti solo per giovani e categorie particolari (per esempio gli insegnanti) e biglietto intero, invece, per gli over 65, che fino ad oggi entravano gratis.

Ma non solo. Gratis per tutti arriva una domenica al mese con porte aperte in tutti i musei statali, mentre raddoppiano le Notti al museo, che ora si faranno due volte all'anno. E tutti i venerdì i luoghi di cultura più importanti, compresi Uffizi, Pompei e Colosseo, rimarranno aperti fino alle 22.

''Un passo necessario per essere più vicini all'Europa'', spiega il ministro, che per lanciare il suo annuncio sceglie la platea degli stati generali della cultura organizzati a Roma dal Sole 24 Ore. Dietro la decisione, sottolinea, ''l'analisi dei dati sugli ingressi nei nostri musei, dove ogni anno più di un terzo dei visitatori non paga il biglietto, compresi i turisti americani o giapponesi over 65''…

Le novità…

GRATUITA' SOTTO I 18 ANNI E SCONTI FINO A 25: Dal 1 luglio entreranno gratis nei musei statali solo i bambini e i ragazzi fino a 18 anni ed alcune categorie come gli insegnanti. Restano le riduzioni per i ragazzi fino a 25 anni. Cancellata la gratuità per gli over 65.

MUSEI GRATIS OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE: Viene istituita la 'Domenica al Museo' con porte aperte gratis per tutti in tutti i musei e i luoghi della cultura statali.

OGNI ANNO 2 NOTTI AL MUSEO A 1 EURO: Lanciata in via sperimentale e promossa dal successo di pubblico, diventa permanente Una notte al Museo, che anzi raddoppia con due appuntamenti l'anno, sempre al costo di 1 euro.

TUTTI I VENERDI' MUSEI APERTI FINO ALLE 22: Ogni venerdì i grandi musei pubblici italiani, compresi il Colosseo, gli Scavi di Pompei e gli Uffizi si potranno visitare fino alle 22.

 

Comunicati Stampa / 21.06.2014

ANSA - Il Consiglio dei ministri ha approvato "due decreti legislativi di semplificazione fiscale: Una grande opera di semplificazione, per uno stato vicino al cittadino". Così il ministro Maria Elena Boschi, che spiega: "Il Dlgs approvato in Cdm ''non riguarda solo le dichiarazioni (dei...

Comunicati Stampa / 18.06.2014














di Gero Grassi - Vicepresidente Gruppo PD Camera deputati


Il prossimo anno si rinnova il Consiglio regionale Puglia ed il PD legittimamente aspira, con il metodo delle primarie dei cittadini, a portare un proprio uomo alla guida della Regione.
Credo che si debba partire dalla considerazione che in questi dieci anni di gestione della Regione il Presidente Nichy Vendola e il centrosinistra abbiano governato bene e cambiato in meglio la Puglia. Il Pd ha dato il suo qualificato e costante contributo a Vendola che resta un protagonista della scena politica regionale e nazionale, dal quale non si deve e non si può prescindere.
Il PD ha più strade dinanzi, mi auguro intraprenda quella più larga e aggregante, senza lasciarsi andare ad inseguire miserie umane o rivalse inutili.
Possiamo presentare due o più candidati democratici? E' legittimo. Ma quale è il senso? La visibilità di qualche protagonista'? Poco rispetto alla posta in gioco.
Il Pd ha investito molto sull'ex sindaco di Bari Michele Emiliano, eleggendolo per ben due volte a segretario regionale del partito. Allora la conseguenza oggi è che Michele sia il candidato unico di un partito che legittimamente vuole governare la Puglia insieme ai suoi alleati di centrosinistra e vuole farlo con volontà inclusiva senza escludere nessuno.
L'alternativa è la Babele democratica e questo nuoce al Pd e alla Puglia intera. Chi lo fa si assuma questa responsabilità.
Il PD vuole farlo senza proclami e diktat, insieme con gli alleati. Vuole farlo anteponendo le ragioni dei cittadini, seguendo il rinnovamento dei propri candidati e dei propri metodi. Vuole farlo sapendo che la gestione deve essere trasparente, limpida e tutta tesa al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.
L'esperienza di Vendola è stata ottima, nessuno dimentichi il punto dal quale siamo partiti. Oggi si chiude un'era ed abbiamo necessità di grande rinnovamento, negli uomini e nei metodi. Si parta da Vendola per fare meglio.
Dieci anni fa il mondo e la Puglia erano diversi, molto diversi. Noi dobbiamo prenderne atto, altrimenti siamo fuori dalla storia. Provochiamo un grande dibattito sul programma del Pd e del centrosinistra, diciamo ai pugliesi quale Regione vogliamo, cosa intendiamo fare, quali uomini e donne proponiamo.
Le discussioni sterili sulla data delle primarie non hanno senso. Si decide insieme con gli alleati facendosi carico delle necessità oggettive dei candidati e della coalizione. Le elezioni regionali prossime non possono essere campo di battaglia per rivendicazioni di singoli o il prolungamento del congresso regionale del PD, devono essere una palestra programmatica per una idea di Puglia che prescinda dal singolo e trovi nelle diversita' il grande valore della comunità pensante dei cittadini che aspira ad essere programmazione, gestione, creazione di speranza e di futuro.