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Comunicati Stampa / 26.05.2015

 


Ansa - Hanno uno o più figli e sono alla ricerca di un lavoro. In Italia si trova in questa condizione oltre un milione di persone tra i 25 e i 64 anni. E' quanto risulta dalle tavole Istat sulla media annua relativa al 2014. Nel dettaglio si tratta di 1 milione e 182 mila genitori disoccupati. 
Un milione e 36 mila vive con il coniuge o il convivente, mentre 146 mila risultano madri o padri soli (nuclei monogenitore). Sono più donne (628mila) che uomini (554mila) e rispetto al 2013 si registra un rialzo (+6,2%, erano 1 milione 113mila).
Tuttavia aumentano di qualcosa anche i genitori che un posto ce l'hanno (+0,5%), infatti a confronto con l'anno precedente si rileva un ampliamento delle forze lavoro, ovvero del tasso di attività sia per le famiglie monogenitore (da 71,4% a 71,7%) sia per le coppie con figli (da 70,8% a 71,5%).
 
Comunicati Stampa / 22.05.2015

 

La Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge volta a contrastare i fenomeni corruttivi attraverso una serie di misure che vanno dall'incremento delle sanzioni per i reati più gravi contro la pubblica amministrazione, a quelle volte al recupero delle somme indebitamente percepite dal pubblico ufficiale, alla reintroduzione del reato di falso in bilancio.
 
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Comunicati Stampa / 21.05.2015

 


Istat - In Italia migliorano le condizioni di salute ma permangono le diseguaglianze socioeconomiche e territoriali. Lo afferma l'Istat nel Rapporto annuale 2015. Il generale miglioramento delle condizioni di salute della popolazione negli ultimi decenni è testimoniato dall`aumento della longevità: si stima che nel 2014 la speranza di vita sia pari a 84,9 anni per le donne e 80,2 anni per gli uomini, con un guadagno, rispetto al 2000, di due anni per le donne e tre per gli uomini. Non si sono, tuttavia, annullate le diseguaglianze territoriali e socio-economiche nella salute, che mostrano ancora uno svantaggio per chi ha una posizione sociale più fragile, soprattutto se risiede nelle aree del Mezzogiorno. La quota di persone in cattive condizioni di salute oggettiva, vale a dire che riferiscono di avere limitazioni funzionali, patologie croniche gravi o invalidità permanenti,6 a parità di età, è del 17,7 per cento nel Centro-nord e del 20 per cento nel Mezzogiorno.
Le differenze geografiche sono ancora più accentuate se si considera la popolazione anziana: al Nord la quota si attesta al 49,9 per cento e nel Mezzogiorno raggiunge il 58,2 per cento. Analoghe differenze emergono per la salute percepita e la salute mentale. La geografia delle condizioni di salute, letta mediante i gruppi che tengono conto della struttura socio-demografica del territorio, conferma complessivamente lo svantaggio del Mezzogiorno. Per le condizioni di salute oggettiva della popolazione di 25 anni e più, a parità di età e dei principali determinanti della salute, il rischio di cattiva salute per chi risiede nei centri urbani meridionali, nelle aree del Mezzogiorno interno e nell`altro Sud è lievemente più elevato rispetto a chi risiede nelle città del Centro-nord.