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Comunicati Stampa / 20.07.2015


L'intervento Il presidente della commissione Moro: «Ricondurre l'europeismo italiano alla sola sinistra e al solo Spinelli non rende verità all'humus costituente del Pd»


Di per sé, l'idea di ripartire dal Manifesto di Ventotene per ribadire la centralità del ruolo dell'Italia in Europa e per riporre l'accento sullo spirito con cui nacquero le Comunità antenate dell'attuale Unione europea non può non essere condivisibile. Tuttavia, l'iniziativa suggerita da Nicola Zingaretti a Renzi, e da quest'ultimo rilanciata, di organizzare una manifestazione sull'isola in cui Altiero Spinelli scrisse (insieme ad altri) il Manifesto, invitando non solo il Pd ma coinvolgendo anche tutto il Partito socialista europeo, rischia di essere culturalmente insufficiente. Il valore dei Federalisti europei alla causa comunitaria è innegabile. Ma altrettanto innegabile è che, tra i padri fondatori dell'Europa unita, con Schumann e Adenauer ci sia stato in maniera eminente anche Alcide De Gasperi. Allo statista trentino, come ricordato dal presidente del Senato Pietro Grasso in un intervento alla presentazione della ripubblicazione di un saggio di Giuseppe Petrilli sulla politica estera ed europea di De Gasperi in occasione del sessantesimo anno dalla sua scomparsa, vanno riconosciuti meriti indiscutibili. Tra questi la dimensione politica che oggi manca a Bruxelles; l'idea di quegli Stati Uniti d'Europa da cui ripartire per ricostruire un continente squassato e lacerato dai conflitti bellici mondiali; lo sviluppo del connubio tra democrazia e stato sociale come premessa per legare il destino italiano a quello degli altri popoli europei; l'intuizione che solo la cooperazione internazionale potesse creare una nuova classe dirigente e allo stesso tempo dare piena attuazione all'articolo 11 della Costituzione; la scelta atlantica; la consapevolezza che l'instaurazione di un ordine internazionale più equo postula necessariamente non solo la trasformazione dei singoli Stati in senso liberale, ma il loro aprirsi a più organiche forme di solidarietà internazionale. Il cattolicesimo democratico ha contribuito in modo determinante a realizzare quell'Europa che oggi si è scostata dal solidarismo tra i popoli per imboccare l'oscura via dell'austerità e del rigore. Una linea che giustamente va corretta ripartendo dallo spirito fondativo. Il Partito democratico ha nel proprio Dna anche tutti questi valori. Le fondamenta costitutive custodiscono un progetto che oggi più che mai va rilanciato e portato a pieno compimento: la realizzazione di un grande partito che sia la casa delle diverse culture riformiste di centrosinistra. Ecco, probabilmente in questi anni si è lasciato che la memoria venisse eccessivamente offuscata. Ricondurre l'europeismo italiano alla sola sinistra e al solo Altiero Spinelli, figura peraltro cardine e di enorme spessore, sarebbe riduttivo e finirebbe col non rendere verità all'humus costituente del Pd. Troppe volte in questi anni si è scelta una linea ambigua. Come sapete sono stato l'unico in Direzione a votare contro l'adesione del Pd al Partito socialista europeo proprio perché il Pd è impregnato di tante culture politiche, non solo quella socialdemocratica. Si è lasciato che il sessantesimo anniversario della morte di De Gasperi passasse sotto eccessivo silenzio. Si è celebrato il brand dell'Unità e delle Feste dell'Unità senza alcun accenno ad altre esperienze analoghe, egualmente significative e importanti. Giustamente il segretario Renzi invita il Pd a non essere il partito dei musi lunghi, a mettere da parte malumori e correnti. Vale per la minoranza, ma vale anche per ciascuno di noi. Ma l'obiettivo di portare a compimento il progetto costitutivo del Pd, cioè un grande partito in grado di rappresentare i riformismi di centrosinistra, non può prescindere dal riconoscimento di tutte le culture politiche che hanno contribuito in modo determinante alla ricostruzione del Paese nel dopoguerra, alla realizzazione di una democrazia matura e, in questi ultimi anni, alla nascita, al radicamento e alla crescita della più grande forza di governo italiana ed europea di centrosinistra: il Pd. E questo obiettivo passa anche per la collocazione europea e per il riconoscimento della pari dignità di cattolicesmo democratico e socialismo. Per questo nel pantheon del Pd non può esserci solo Ventotene.