Comunicati Stampa

Comunicati Stampa / 02.01.2015

 

ISTAT - Per la prima volta negli ultimi quattro anni diminuiscono gli iscritti sia alle scuole dell’infanzia (-8.817) sia alle scuole secondarie di primo grado (-12.621) mentre prosegue, anche se attenuato, il calo degli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado (-2.686). Crescono, invece, i bambini nelle scuole primarie (+6.666) e i giovani iscritti ai percorsi triennali di istruzione e formazione (+47.321).  
Sono quasi 787 mila gli alunni stranieri nelle scuole italiane, poco meno del 9% degli iscritti. Sono le regioni del Nord e del Centro ad accogliere il maggior numero di giovani stranieri: la loro presenza nelle scuole del primo ciclo sfiora il 14% degli iscritti, mentre nel Mezzogiorno non raggiunge il 3,5%.  
Il tasso di scolarità si attesta ormai da qualche anno intorno al cento per cento per la scuola primaria e per la secondaria di primo grado, mentre quello della scuola secondaria di secondo grado è al 93,1%, sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente.  
I giovani che ripetono l’anno nelle scuole secondarie di secondo grado sono il 5,8% degli iscritti. La selezione scolastica è più forte nel passaggio dal primo al secondo anno: infatti, la percentuale di alunni respinti è pari al 16,8%. Gli esami di terza media sono superati dalla quasi totalità degli studenti (99,7%) ma solo il 6,5% supera l’esame con il voto più alto, mentre poco più della metà (57,2%) consegue la licenza media con un voto uguale o inferiore al “sette”.  
Il livello di istruzione della popolazione italiana si è costantemente innalzato nel corso del tempo. Quasi tre persone su dieci hanno un diploma di scuola secondaria superiore (29,2%), mentre sono il 12,3% quelli che hanno conseguito un titolo di studio universitario. 
Comunicati Stampa / 31.12.2014



Forse mai, come in questo crepuscolo dell'anno, 
sentiamo nostre le parole di Pietro:
"Abbiamo faticato tutta la notte,
e non abbiamo preso nulla"…

Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi.
Perché non ci avvilisci per le nostre inettitudini …

Anzi, ci metti nell'anima un cosi vivo desiderio di recupero,
che già vediamo il nuovo anno
come spazio della speranza e tempo propizio
per sanare i nostri dissesti …


                                                                                                                                                                 Don Tonino Bello, Vescovo
Comunicati Stampa / 30.12.2014

 


Occupazione - Si è ridotto a 22,420 milioni, 478mila in meno rispetto al 2012, -2,1%, il numero degli occupati nel 2013, un calo che porta il tasso di occupazione per la fascia 55-64 anni al 55,6%, "molto al di sotto del dato Ue, 64,1%". Il tasso di disoccupazione sale al 12,2%, +1,5 punti.
Sicurezza - Risultano in forte aumento le truffe e frodi informatiche (+10,5). Incrementi più contenuti si registrano per estorsioni (+6,2%), ricettazione (+5,5%), rapine e furti (+5,1% e 4,1% rispettivamente). In calo, invece, lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (-13,2%), i tentati omicidi (-5,3%) e gli omicidi volontari (-4%).
Matrimoni - L'Italia non è un Paese per sposati: a livello internazionale la nuzialità risulta tra le "più basse". Hanno, infatti, un quoziente di nuzialità inferiore al nostro (3,5 per mille abitanti nel 2012) "solo", sottolinea l'Istat nell'Annuario, Portogallo, Bulgaria, Slovenia e Lussemburgo. Per quoziente di nuzialità, spiega, si intende il rapporto tra il numero di matrimoni celebrati nell'anno e l'ammontare medio della popolazione residente.
In calo anche le separazioni legali (che sono passate da 88.797 del 2011 a 88.288 del 2012) e i divorzi (da 53.806 a 51.319). Le separazioni consensuali sono molte di più di quelle giudiziali.
Università - Poco più della metà dei giovani che prendono il diploma si iscrivono all'università: nell'anno accademico 2012-2013, solo il 55,7%. Erano 72,6 gli immatricolati su 100 diplomati nell'anno 2003-2004. E' il nuovo allarmante dato Istat. Ad avere il diploma di scuola superiore sono tre persone su dieci e i laureati sono il 12,3%. Insomma il livello di istruzione della popolazione italiana è in netto peggioramento. Il passaggio dalle Superiori all'università, dopo la forte crescita negli anni di avvio della riforma è andato progressivamente riducendosi...
 

 

Comunicati Stampa / 24.12.2014

 


La diversità che c’è tra noi non ci impedisce di sentirci partecipi di una grande conquista umana.
Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino; è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo.
La pace civile corrisponde puntualmente a questa grande vicenda del libero progresso umano, nella quale rispetto e riconoscimento emergono spontanei, mentre si lavora, ciascuno a proprio modo, ad escludere cose mediocri, per fare posto a cose grandi.(…)
 
(Aldo Moro, articolo su “Il Giorno”, 10 aprile 1977)
 
 
 
Affido alle  parole di Aldo Moro il mio messaggio di auguri per un Sereno Anno 2015
 
                                                                                                                                                      On.  Gero Grassi
Comunicati Stampa / 23.12.2014

 


R
ispetto al 2013 aumenta la quota degli utenti che usa l'e-commerce per i regali.
L'e-commerce è sempre più forte in Italia. Soprattutto e ridosso del Natale. Secondo l'Istat, quest'anno il 33% dei nostri connazionali ha scelto di acquistare i doni sul web, con un occhio anche ai beni alimentari. Dal rapporto dell'Istituto di statistica è emerso che nel 2014 sta aumentando, rispetto al 2013, la quota di famiglie con un accesso a internet da casa (dal 60,7% al 64%), ma ci sono ancora 21 milioni e 994 mila persone che non navigano (38,3% popolazione residente).
E-COMMERCE A NATALE. Una tendenza comunque positiva, che si riflette anche sullo shopping di Natale con un aumento del 6 %, rispetto al 2013, di quanti scelgono il canale on line per i regali.

Comunicati Stampa / 22.12.2014

 

E’ la prima volta che accade, dall’inizio della crisi. A rivelarlo l’analisi di Coldiretti. “Il Natale sulle tavole degli Italiani” presentata all’assemblea nazionale di Coldiretti. Con 4,1 miliardi di euro, la quota della spesa per il cibo risulta pari al 35 per cento del budget rispetto a quella per i regali che si ferma al 25 per cento. Un terzo della spesa di Natale è destinata a pranzi, cenoni e regali con un aumento del 10 per cento rispetto allo scorso per l’effetto congiunto della crisi, che porta a ridimensionare le spese per i regali e a concentrarsi su spese utili, e del boom dell’enogastronomia.
Mentre per le feste dello scorso anno il 12 per cento degli italiani ha tagliato la spesa per i generi alimentari, quest’anno solo il 9 per cento degli italiani lo farà, mentre il 40 per cento risparmierà sulle vacanze, il 38 per cento sui divertimenti e il 36 per cento sull’abbigliamento. Il 35 per cento invece si comporterà come lo scorso anno. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, il 69 per cento degli italiani responsabili della preparazione dei pasti porterà in tavola prodotti Made in Italy, il 27 per cento addirittura locali o a chilometri zero e il 10 per cento prodotti biologici, mentre un 17 per cento guarderà alle offerte e al basso prezzo...
 
 
Comunicati Stampa / 21.12.2014

 


La Repubblica – Economia e Finanza
L'aumento delle retribuzioni contrattuali va verso un nuovo minimo storico: senza improbabili impennate, nel 2014 la variazione si attesterà all'1,3%, il livello più basso dall'inizio delle serie storiche nel 1982. Lo affermano i responsabili dell'indagine Istat con la diffusione dei dati di novembre: +0,1% su mese e +1,1% su anno.
Confrontando l'andamento delle retribuzioni contrattuali dei dipendenti pubblici (che hanno subito il blocco dei rinnovi) con quello dell'inflazione, è possibile stimare che dal 2010 al 2013 sono stati persi oltre sei punti percentuali in termini di potere d'acquisto: nel 2014 è atteso un recupero grazie alla bassa inflazione, dunque la perdita di potere di acquisto si ridurrebbe a circa cinque punti.
A novembre, i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 44,4% degli occupati dipendenti e corrispondono al 41,3% del monte retributivo osservato. In 11 mesi la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,2% su anno.
Con riferimento ai principali macrosettori, a novembre le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,4% per i dipendenti privati e una variazione nulla per quelli della Pa. I settori che a novembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tlc (3,5%), agricoltura (3,1%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3%). Variazioni nulle nel commercio.
A novembre è stato recepito un solo accordo e nessuno è scaduto. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 55,6% nel totale dell'economia e del 42,7% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 36,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 20,8 mesi per quelli del settore privato.