Comunicati Stampa

Comunicati Stampa / 19.02.2015

 

(Ansa) - Mediazione sugli sfratti, proroga del vecchio forfait dei minimi, rateazione 'bis' dei debiti con il fisco, ma anche una serie di micromisure tagliate sulle esigenze di specifici territori, dall'Emilia all'Aquila ai 519 collaboratori scolastici di Palermo, passando per i criticati sconti sulle sanzioni 'salva-Lazio' e 'salva-Venezia'. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera sono riuscite a terminare l'esame del decreto Milleproroghe portando a casa parecchie modifiche. Un passaggio anche teso, per le proteste delle opposizioni. Ma che consente di arrivare in Aula con un testo 'chiuso', sul quale il governo porrà la fiducia per spedirlo al più presto al Senato, dove è atteso per la seconda lettura, blindata, prima della scadenza del 3 marzo.
Ecco in sintesi le principali novità introdotte alla Camera:
SFRATTI, PER 4 MESI SI PUO' CHIEDERE STOP: alla fine non si tratta di una "proroga perpetua", come ha sottolineato Maurizio Lupi, ma di una soluzione 'ponte' attenta ai nuclei più bisognosi, che consente di valutare "caso per caso". Il giudice, su richiesta, potrà sospendere l'esecuzione di uno sfratto "fino al centoventesimo giorno dall'entrata in vigore della legge di conversione", per consentire il "passaggio da casa a casa".
'SALVA-MINIMI', STOP ANCHE AUMENTO CONTRIBUTI: tra le misure più attese, torna in vita il vecchio regime dei minimi Iva (con tassazione agevolata al 5%) che coesisterà per tutto il 2015 con il nuovo regime (al 15%)... 
Comunicati Stampa / 18.02.2015

 


“Voglio ringraziare il presidente Luciano Violante, già membro della ex Commissione Stragi, ascoltato oggi nell’ambito dell’inchiesta parlamentare sul sequestro e la morte di Aldo Moro, per la chiarezza con cui si è rivolto al nuovo organismo inquirente ammettendo che la verità sui 55 giorni non è mai stata acquisita.
Violante ha parlato di ‘nebulosità’ che avvolgono diverse momenti di quelle settimane e ha parlato senza mezzi termini dell’esistenza di un canale di ritorno attraverso il quale Moro e i suoi sequestratori ricevevano notizie dall’esterno.
Violante ha così indicato molti elementi sui quali continuare ad indagare, un compito che cerchiamo di portare avanti con impegno e determinazione ”.
Lo afferma Gero Grassi, vicepresidente dei deputati Pd e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro.
(IL VELINO - 17 FEBBRAIO 2015)
Comunicati Stampa / 17.02.2015

 


























Istat - Sempre meno figli per gli italiani. Calano le nascite, anche fra le mamme straniere che finora hanno tenuto alto il livello demografico del nostro paese.
Cinquemila neonati in meno nel 2014 rispetto all’anno precedente. È il quadro demografico tracciato dall’Istat in un rapporto in cui sono stimati gli andamenti nel 2014 e in cui si sottolinea che il tasso di natalità è «insufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale». 
La popolazione residente ha raggiunto i 60 milioni 808 mila residenti (compresi 5 milioni 73 mila stranieri) al primo gennaio 2015 mentre i cittadini italiani continuano a scendere - come ormai da dieci anni - e hanno raggiunto i 55,7 milioni (-125 mila rispetto all’anno precedente). Sono 509 mila le nascite, il livello minimo dall’Unità d’Italia. Il tasso d’incremento naturale è di 1,4 per mille. Il numero medio di figli per donna è pari a 1,39, come nel 2013 (nel 2010 era 1,46) a fronte di una media Ue di 1,58 (2012); per le straniere 1,91 (a queste è attribuito il 19% delle nascite totali), nel 2013 era il 2,1. L’età media al parto sale a 31,5 anni. Il tasso di natalità è di 8,4 per mille (era 8,5 nel 2013); al Trentino Alto Adige il primato per natalità (9,9), segue la Campania (8,9). Agli ultimi posti la Liguria (6,9) e la Sardegna (7,1).
N
ovità sul fronte anche dell’aspettativa di vita. Per gli uomini si è giunti a 80,2 anni e per le donne a 84,9. L’età media della popolazione ha quindi raggiunto i 44,4 anni; il 13,8% ha fino a 14 anni, il 64,4% dai 15 a 64 anni, il 21,7% da 65 anni in su. I residenti stranieri sono cresciuti in un anno di 151 mila unità: come detto, sono l’8,3% del totale della popolazione. Il saldo migratorio netto con l’estero è pari a +142 mila unità (valore minimo degli ultimi cinque anni). 
Altro capitolo interessante è quello relativo alla mobilità interna. I trasferimenti di residenza sono 1 milione 350 mila. Il Nord è interessato da un flusso netto di migranti interni dell’1 per mille, il Centro dello 0,9. Nel Mezzogiorno si riscontra un tasso migratorio interno netto pari a -2,1 per mille residenti.

 

Comunicati Stampa / 15.02.2015

 

In Italia calano le nascite, per la prima volta anche fra le mamme straniere che finora hanno tenuto alto il livello demografico del nostro paese, e calano anche i decessi. Cinquemila neonati in meno nel 2014 rispetto all'anno precedente e circa 4 mila morti in meno. E' il quadro demografico tracciato dall'Istat in un rapporto in cui sono stimati gli andamenti nel 2014 e in cui si sottolinea che il tasso di natalità è "insufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale". La popolazione residente ha raggiunto i 60 milioni 808 mila residenti (compresi 5 milioni 73 mila stranieri) al primo gennaio 2015 mentre i cittadini italiani continuano a scendere - come ormai da dieci anni - e hanno raggiunto i 55,7 milioni (-125 mila rispetto all'anno precedente). - NASCITE E DECESSI. Sono 509 mila le nascite, il livello minimo dall'Unità d'Italia. I morti sono 597 mila unità. Il tasso d'incremento naturale è di 1,4 per mille. Il numero medio di figli per donna è pari a 1,39, come nel 2013 (nel 2010 era 1,46) a fronte di una media Ue di 1,58 (2012); per le straniere 1,91 (a queste è attribuito il 19% delle nascite totali), nel 2013 era il 2,1. L'età media al parto sale a 31,5 anni. Il tasso di natalità è di 8,4 per mille (era 8,5 nel 2013); al Trentino Alto Adige il primato per natalità (9,9), segue la Campania (8,9). Agli ultimi posti la Liguria (6,9) e la Sardegna (7,1). In Liguria anche il più alto tasso di mortalità (13,2 per mille). - IN LIEVE AUMENTO LA POPOLAZIONE. Leggero incremento della popolazione residente dello 0,4 per mille, il ritmo di crescita più basso negli ultimi dieci anni. Appena 26 mila unità in più. Il tasso di incremento risulta complessivamente positivo nel nord (+1,2 per mille) e nel centro (+1,3), negativo nel Mezzogiorno (-1,1). In particolare positiva la crescita in Lombardia (+4,1) e in Trentino Alto Adige (+3,7); in calo il Friuli Venezia Giulia (-1,4), il Piemonte (-2,2) e la Liguria (-5,4). Gli stranieri sono l'8,3% della popolazione. - SALE ASPETTATIVA DI VITA. Per gli uomini si è giunti a 80,2 anni e per le donne a 84,9. L'età media della popolazione ha raggiunto i 44,4 anni; il 13,8% ha fino a 14 anni, il 64,4% dai 15 a 64 anni, il 21,7% da 65 anni in su. - OLTRE 5 MILIONI GLI STRANIERI. I residenti sono cresciuti in un anno di 151 mila unità; sono l'8,3% del totale della popolazione. Il saldo migratorio netto con l'estero è pari a +142 mila unità (valore minimo degli ultimi cinque anni). - MOBILITA' FRA COMUNI. I trasferimenti di residenza sono 1 milione 350 mila. Il Nord è interessato da un flusso netto di migranti interni dell'1 per mille, il Centro dello 0,9. Nel Mezzogiorno si riscontra un tasso migratorio interno netto pari a -2,1 per mille residenti.
Comunicati Stampa / 14.02.2015

 

Ansa - Le richieste di sospensione del servizio elettrico per morosità "anche a causa della crisi economica, risultano su livelli elevati e in moderata crescita". Lo dice l'Autorità per l'energia nel Monitoraggio retail: in particolare, nel 2012 le richieste per le famiglie sono state 1,608 milioni, che nel 2013 sono cresciute a 1,76 milioni (+9%).
Nel mercato dell'elettricità i prezzi del mercato libero sono "mediamente superiori a quelli della tutela, +15-20%". Lo dice l'Autorità per l'energia nel Monitoraggio retail 2012-2013, dove aggiunge che "i clienti sono ancora poco consapevoli dei meccanismi delle offerte" e quindi è opportuno "mantenere attivi strumenti e regimi di tutela".