Comunicati Stampa

Comunicati Stampa / 24.03.2015

 
Ansa- Quello che è spazzatura per alcuni, è ormai noto da tempo, può diventare un'incredibile risorsa per altri. Ne sono più che mai convinti alcuni scienziati dell'Università americana di Purdue, nell'Indiana, che in occasione del summit della American Chemical Society hanno presentato uno studio che mostra come sia possibile trasformare le 'sfere' di polistirolo che riempiono gli imballaggi ('patatine' in polistirolo espanso) in componenti per batterie ricaricabili in grado di essere ancora più performanti di quelle ora in commercio.
Vinodkumar Etacheri, ricercatore nel laboratorio guidato da Vilas Pol, spiega che tale materiale per imballaggi è leggero ma occupa molto spazio e i costi del trasporto verso i centri di riciclaggio sono alti. "Infatti - spiega - viene riciclato appena il 10% circa di questo materiale realizzato negli Usa". Il resto finisce in discariche con rischi per l'ambiente per via di sostanze chimiche - contenute anche nelle versioni più eco-friendly di queste 'sfere' - che possono contaminare gli ecosistemi.
I ricercatori hanno pensato di trasformare questo materiale da imballaggio e sono riusciti a convertirlo in micro-fogli e nanoparticelle di carbonio che hanno testato come anodi nelle batterie agli ioni di litio ricaricabili. Gli scienziati affermano che gli anodi così ottenuti funzionano talmente bene da superare quelli in commercio, con una capacità di memoria superiore a quella della grafite, che è al momento il materiale più usato per gli anodi. I ricercatori pensano di poter ottenere micro-fogli e nanoparticelle di carbonio pronti all'uso commerciale entro due anni.
 
Comunicati Stampa / 22.03.2015

 

(ANSA) - Aumentano le tariffe del servizio idrico integrato: l'acqua costa il 6,6% in più rispetto al 2013 e il 52,3% in più rispetto al 2007; una famiglia italiana ha speso nel 2014 in media 355 euro all'anno, con un picco che spetta a Firenze come città più cara con 563 euro. Questa la fotografia scattata dal report, sui costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2014, realizzato dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva e presentato in occasione della Giornata mondiale dell'acqua (che si celebra il 22 marzo).
Dall'analisi emerge anche che le reti del nostro Paese sono come un 'colabrodo': una dispersione che arriva fino al 60% in casi come quello della Calabria e del Lazio; il che, tradotto, significa che per avere 40 litri d'acqua si devono immettere in rete 100 litri, lasciando che altri 60 litri si perdano nei tubi. Va male anche in Basilicata dove le perdite arrivano al 58% e in Abruzzo (53%), in Sicilia (49%) e in Campania (46%). Le regioni meno 'sprecone' sono la Valle d'Aosta (20%) e il Trentino Alto Adige (26%). In media però l'Italia perde il 37% delle proprie risorse idriche acqua nel suo viaggio lungo gli acquedotti, con un aumento del 3% rispetto al 2013.
Cittadinanzattiva mette poi in rilievo anche i "disservizi", catalogandoli in base alle aree geografiche, a cominciare dal "caso dell'arsenico nell'acqua in alcuni quartieri di Roma nord" e "il superamento dei limiti" sempre di "arsenico e fluoro" nei comuni in provincia di Viterbo, o il caso di richiesta di pagamento di alcuni conguagli tariffari, in diverse parti del Paese, riferiti ad anni precedenti. "E' necessario - spiega la responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, Tina Napoli - nell'ambito dei servizi idrici garantire a tutti l'accessibilità e la qualità del servizio e ridurre la dispersione idrica".
Oltre a Firenze, il podio delle città più care è occupato da altre due toscane: a Prato e Pistoia il costo dell'acqua è 563 euro all'anno; a seguire Grosseto e Siena (562 euro). Mentre la meno cara è Isernia, dove si spendono 120 euro all'anno; al secondo posto c'è Milano con 136 euro (con un aumento dell'8,7%). Le regioni centrali si caratterizzano per tariffe più alte con una media di 468 euro all'anno. Il primato alla Toscana, con sette delle prime dieci città più care: qui, la spesa media in un anno è di 526 euro, con un incremento del 5,6% rispetto al 2013. Il Molise è invece la regione in cui si spende di meno. Tra le altre regioni centrali, l'Umbria con 439 euro e una variazione del 4,3%. Più virtuose le regioni del nord. I maggiori incrementi rispetto all'anno precedente si registrano a Latina e Cuneo (più 17%). La tariffa più alta per il servizio di acquedotto è applicata a Reggio Calabria (355 euro), oltre 39 volte superiore a quella di Aosta (9 euro). Depurazione e fognatura costano di più a Carrara (298 euro), sei volte quanto costa a Cremona (49 euro). La quota fissa più elevata spetta a Gorizia (99 euro), 28 volte superiore a quella di Milano (3,50 euro). (ANSA).

Comunicati Stampa / 20.03.2015




La VII Commissione,

premesso che:

il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro hanno rappresentato uno degli eventi più tragici della storia d’Italia;
la giornata del 9 maggio è stata scelta come Giornata del ricordo delle vittime del terrorismo, con legge 4 maggio 2007 n. 56, per il valore simbolico e universale che l'omicidio di Aldo Moro ha rappresentato; 
su quel tragico evento continua il lavoro di indagine ad opera della magistratura e delle commissioni parlamentari - come confermato dalla recente istituzione, con legge 30 maggio 2014 n. 82, di una commissione bicamerale di inchiesta per indagare e giungere in via definitiva, alla ricostruzione piena e completa dei fatti e della verità storica e giudiziaria;
i 55 giorni del sequestro dell'On. Moro sono impressi, in modo indelebile, nella memoria degli italiani, anche grazie ai racconti televisivi e per immagini, a cominciare da quelle del rapimento in Via Fani, fino al ritrovamento del suo cadavere in Via Caetani; 
l' immagine del corpo privo di vita dell'On. Moro, rannicchiato all'interno del portabagagli di una Renault 4 rossa, rappresenta una delle istantanee più conosciute e testimonia uno dei momenti più tragici e complessi della storia italiana, che meriterebbe di essere ricordato e conosciuto anche dalle generazioni più giovani;
di quei 55 giorni che hanno cambiato profondamente la storia politica italiana, la Renault 4 rossa resta un simbolo concreto e tangibile; 
il proprietario dell'auto, il sig. Filippo Bartoli, dopo aver rifiutato negli anni numerose offerte di acquisto, ha deciso, pochi anni prima di morire, di farne dono allo Stato per il suo alto valore simbolico;
ad oggi l'auto risulta custodita nei depositi del Ministero degli Interni e sarebbe possibile un suo utilizzo di natura culturale;
la Renault 4 rossa dovrebbe diventare un simbolo ed un emblema della violenza terroristica in Italia, ricordando agli italiani e, in particolare, alle generazioni più giovani, un momento significativo e drammatico della storia del Paese e le tante vittime cadute negli anni per mano di terroristi;

impegna il Governo


a favorire iniziative volte alla conoscenza e alla memoria degli anni di piombo e, nell'attuazione e realizzazione di specifici percorsi della memoria a ciò dedicati, prevedere di utilizzare la Renault 4 rossa come simbolo della lotta alla violenza terroristica, monito contro l'uso della violenza per fini politici;

a promuovere, a tal fine, nell'ambito delle iniziative del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, volte alla conoscenza e alla memoria degli anni di piombo, un concorso di idee - da tenersi entro il settembre 2016, anno della nascita di Aldo Moro- per individuare il modo migliore per collocare in via Caetani la Renault 4 rossa, simbolo della lotta alla violenza terroristica, individuando, nel primo provvedimento utile, le modalità e le forme artistiche idonee a renderne il valore, la simbolicità e la drammaticità, secondo le più innovative forme di costruzione della memoria, anche attraverso i veicoli emotivi che l'arte sa attivare.

On. Irene Manzi, On. Gero Grassi, On. Roberto Rampi, On. Anna Ascani, On. Luisa Bossa, On. Mara Carocci, On. Manuela Ghizzoni, On. Grazia Rocchi, On. Simona Malpezzi, On. Camilla Sgambato, On. Matteo Richetti. 

 

Comunicati Stampa / 19.03.2015

 


Ansa - Microsoft manda Internet Explorer in pensione. Il nuovo browser, che arriverà con la prossima versione del sistema operativo Windows, si chiama in codice Project Spartan e il suo obiettivo è catapultare Microsoft al di là del mondo 'Web 1.0' per il quale Explorer era disegnato. Con Spartan - riporta il Financial Times -, Microsoft spera di colmare le debolezze di Explorer e dar vita a un browser che di adatta meglio alla vita digitale vissuta su vari dispositivi. 
Nonostante sia stato una volta amato da quasi un miliardo di persone, Explorer non sembra essere più adatto alla nuova generazione. "Nella guerra del futuro, che è il mobile, stanno perdendo. Nessuno scarica Internet Explorer sui propri dispositivi mobili" affermano alcuni analisti. Microsoft non è infatti stata in grado di renderlo parte integrante della vita quotidiana: "non piace, viene usato - mettono in evidenza gli analisti - solo perchè è preimpostato sui computer e perchè il suo uso è imposto dalle aziende".
Lanciato negli anni 1990, Internet Explorer è divenuto uno dei simboli di Microsoft, che lo ha introdotto come concorrente di Netscape, offrendolo gratuitamente con il sistema operativo Windows. In soli 3 anni Microsoft era riuscita nel suo obiettivo, con Internet Explorer che rappresentava il 95% dell'uso di browser. Ma il nuovo millennio non ha regalato le stesse soddisfazioni e la combinazione di compiacenza e mancanza di anticipare la rivoluzione mobile hanno lasciato che Internet Explorer si avviasse sulla strada del tramonto. Firefox e poi Chrome hanno sottratto quote a Internet Explorer, la cui percentuale di uso è calata al 20% del totale, con Chrome al 50%.