Comunicati Stampa

Comunicati Stampa / 15.05.2015

Nel 37° anniversario dell'assassinio di Aldo Moro e nel Giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi
 (ore 16,45)

PRESIDENTE
. (Si leva in piedi e, con lei, l'intera Assemblea e i membri del Governo) Colleghi e colleghe, lo scorso 9 maggio ricorreva il 37o anniversario dell'assassinio di Aldo Moro. In tale data, per il valore simbolico che essa ha assunto, si celebra anche il Giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi.
Quella del terrorismo è stata una lunga e buia stagione della nostra Repubblica, della storia repubblicana, nel corso della quale efferate stragi hanno insanguinato il Paese e crudeli attentati, nei confronti di esponenti del mondo del lavoro, dell'impresa, della politica, dell'università, della magistratura e delle forze dell'ordine, hanno mirato a colpire al cuore – al cuore – le nostre istituzioni democratiche.
Non tutte le responsabilità sono state accertate e il Parlamento, attraverso la preziosa attività delle Commissioni di inchiesta, ha svolto e continua a svolgere un significativo ruolo nella ricerca della verità sugli aspetti ancora oscuri di quella drammatica stagione.
Il Giorno della memoria costituisce l'occasione per rendere omaggio ai tanti cittadini indifesi, ai servitori dello Stato che hanno perso la vita in quegli anni e per sensibilizzare le giovani generazioni, che quel periodo non hanno vissuto in prima persona, come invece molti di noi, ai valori della difesa della democrazia e delle sue istituzioni.
Invito l'Assemblea a osservare un minuto di silenzio (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio – Generali applausi cui si associano i membri del Governo).
Ora abbiamo degli interventi da parte dei rappresentanti dei gruppi. Ha chiesto di parlare il deputato Grassi. Ne ha facoltà.
GERO GRASSI. Signora Presidente, signori sottosegretari, colleghi parlamentari, il 9 maggio ricordiamo le vittime del terrorismo; il 9 maggio sono stati uccisi Peppino Impastato, dalla mafia in Sicilia, e Aldo Moro, dalle Brigate Rosse. Ma il 9 maggio non sia soltanto un giorno di commemorazione. Moro, nel 1946, in Puglia, quando combatteva con Di Vittorio per un'Italia migliore, parlava di Stato etico, diritto e morale, unità e pluralità di reato; parlava di scuola come il mezzo perché il figlio del contadino non rifacesse il contadino. Moro in quelle piazze insegnava ai cafoni del sud il valore della democrazia e la speranza della politica e del futuro.
Io credo, però, che non ci sarà migliore commemorazione di Aldo Moro fino a quando lo Stato non sarà in grado di dire ai cittadini italiani chi e perché ha ucciso Aldo Moro. Credo che compito dello Stato sia dire agli italiani la verità perché Aldo Moro noi non siamo in grado di resuscitarlo, ma potremmo rendergli giustizia, seppur dopo 37 anni. «Questo Paese non si salverà. La stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se non sorgerà un nuovo senso del dovere». Sono parole attualissime di Aldo Moro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
 
Comunicati Stampa / 12.05.2015

 

Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell'1,2% nel 2016 e dell'1,3% nel 2017.
Nel 2015 la domanda interna al netto delle scorte contribuirà positivamente alla crescita del Pil per 0,3 punti percentuali, quella estera netta per 0,4 punti percentuali. Nel biennio successivo il rafforzamento ciclico determinerà un apporto crescente della domanda interna (+0,8 e +1,1 punti percentuali) mentre il conseguente aumento delle importazioni favorirà una diminuzione del contributo della domanda estera netta nel 2017.
Nel 2015 la spesa delle famiglie segnerà una variazione positiva dello 0,5% in termini reali, a seguito del miglioramento del reddito disponibile. Nel successivo biennio, si prevede un rafforzamento dei consumi privati (+0,7% e +0,9%) sostenuto da un graduale aumento dell'occupazione.
Gli investimenti torneranno a crescere nell'anno in corso (+1,2%), stimolati dal miglioramento delle condizioni di accesso al credito e delle aspettative associate a una ripresa della dinamica produttiva. Il processo di accumulazione del capitale è previsto riprendere a ritmi sostenuti nel 2016 (+2,5%) e con maggior intensità nel 2017 (+2,8%).
All'aumento dell'occupazione (+0,6% in termini di unità di lavoro) si accompagnerà una moderata riduzione del tasso di disoccupazione che, nel 2015, si attesterà al 12,5%. Nel 2016, il tasso di disoccupazione diminuirà al 12,0% e le unità di lavoro registreranno un aumento significativo (+0,9%). Tale evoluzione proseguirà con maggiore intensità nel 2017, con una discesa del tasso di disoccupazione all'11,4% e una crescita delle unità di lavoro dell'1,0%.
Il tasso di crescita del Pil per l'anno corrente è stato rivisto al rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto al quadro previsivo diffuso a novembre 2014. Le previsioni incorporano le misure descritte nel quadro programmatico contenuto nel Documento di economia e finanza diffuso ad aprile 2015.