Comunicati Stampa

Comunicati Stampa / 09.08.2015


 


Auguro a tutti serene vacanze,
per tornare a settembre più grintosi e determinati di prima.
Insieme, lavorando fianco a fianco,
costruiremo  un futuro migliore.

                                         Gero Grassi

 






Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino, ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo.                                                                                                                                                                                                                                                                                        Aldo Moro


LA SEGRETERIA RESTA CHIUSA
FINO AL 31 AGOSTO
 

Comunicati Stampa / 29.07.2015

 
Lettera dell’On. Gero Grassi inviata in data 18 ottobre 2010 al Sindaco di Terlizzi Ing. Vincenzo di Tria. Per conoscenza inviata anche al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, al sig. Michele Tricarico, alla sig.ra Maria Tricarico.
Nella stessa si chiede all’Amministrazione comunale di Terlizzi di dedicare la sala vendita del nuovo mercato dei fiori a Pasquale Tricarico, pioniere della floricoltura a Terlizzi.

Terlizzi ha il “Nuovo Mercato dei Fiori”. Finalmente è fruibile. E’ una conquista costata tempo e fatica per molti Amministratori ed operatori del settore.
Lavorare in una struttura accogliente, spaziosa, attrezzata, significa lavorare con maggiore serenità ed in simbiosi alle esigenze dei tempi.
In passato si coltivavano poche specie di fiori sotto il cielo. Poi si è passati alle coltivazioni  nelle serre, fatte di legno e cellofan. Oggi si coltivano molteplici varietà floricole in serre fatte di alluminio e vetro, altamente tecnologiche per quel che riguarda luce, temperatura, scambio di ossigeno. E’ chiaro che anche la commercializzazione del fiore non è più la stessa di 50 anni fa.
In passato bastavano due contenitori piuttosto capienti, un po’ d’acqua ed i fiori erano pronti per la vendita. Oggi sono necessari accorgimenti diversi, perché vengono coltivate specie floricole particolarmente delicate. Quasi fossero opere d’arte, hanno bisogno della giusta temperatura, del giusto grado di umidità, della giusta luce.
Il Nuovo Mercato dei Fiori viene consegnato alla collettività terlizzese in un momento storico delicato, connotato da una significativa crisi economica globale.
Avere i mezzi per lavorare meglio, avere gli spazi giusti per allargare la commercializzazione del fiore, ospitando acquirenti ed operatori provenienti da altre regioni d’Italia, è importantissimo.
Ma il presente non può cancellare completamente il passato. Significherebbe costruire sulla sabbia. Nessuna costruzione può avere la forza di resistere al tempo se non poggia su solide fondamenta.
La floricoltura a Terlizzi ha una storia antichissima. Non può essere dimenticata in un cassetto come un vecchio libro sgualcito.
La floricoltura a Terlizzi può avere un futuro radioso se ha l’intelligenza di dimostrare, che ha alle spalle, una storia importante.
C’è un libro scritto dal floricultore Giuseppe Tricarico, intitolato “Per una storia dei fiori a Terlizzi – note di un ortolano” che andrebbe sicuramente rispolverato e fatto conoscere alle nuove generazioni che  lavorano nel comparto florovivaistico.
E’ importantissimo riscoprire le origini della floricoltura a Terlizzi, per dare valore culturale e storico ad una tradizione che è frutto di ricerca, sperimentazione, capacità imprenditoriale.
Scrive Giuseppe Tricarico nel suo libro: “Voglio dedicare (queste pagine) a mio padre ed in genere a tutti gli ortolani che ho conosciuto e che non sono più fra noi, vale a dire i padri dei floricoltori di oggi…
Per poter raccontare come sono nati i primi garofani a Terlizzi, è opportuno tornare indietro nel tempo. A questo punto non si può non parlare di mio fratello Pasquale, il quale sin dal periodo della guerra, anzi ancor prima del 1940, svolgeva la sua attività coltivando il vivaio delle piante, maggiormente ulivi. Egli frequentava la cittadina di Pescia (in provincia di Pistoia), il centro dei vivai di ogni genere, rinomato per la sua coltivazione di garofani estivi, invero il più grande d’Italia. Ebbene fu Pasquale, negli anni che seguirono l’ultima guerra, a introdurre nel suo orto (sito in via Piasciniello) le prime piante di garofani a Terlizzi. Le coltivò per due o tre anni, poi smise dedicandosi sempre più al vivaismo. Nel 1950 decisi anch’io di piantare un piccolo vivaio di piante di ulivi…benché fosse già tardi per fare le compere degli ulivini partì ugualmente; cercai le piantine di varietà coratina, ma erano tutte impegnate e non c’era niente da fare! Fortuna volle che, cercando in un’osteria del posto, s’avvicinasse un signore…mi propose l’acquisto di 3000 piantine…le pagai a conti fatti più del doppio del prezzo (il mercato quotava le piantine 40/50 lire), tuttavia gli chiesi in compenso un po’ di piantine di garofani. Me ne regalò 3000 di varietà “giovinezza” (giallo, rosa, rosso). Giunto a Terlizzi, le piantai alla rinfusa e senza sostegni, a fianco del vivaio di ulivi, nel terreno di Torre Lops. Il risultato fu a dir poco disastroso, perché gli steli si contorsero tutti. Il fatto però che le piante fossero ben attecchite, con una grande quantità di steli, mi spinse a ritentare ancora.
Il secondo anno (1951)il sig. Di Vita mi fornì 10 mila piantine di garofani al prezzo di 5 lire l’una…A prescindere dalla qualità dei fiori, vi era comunque  il problema della vendita, una parte era venduta dall’orto (in realtà la quantità dei garofani venduta era ben poca), il resto di quel che si produceva allora, veniva poi composto in mazzetti da 10, che messi in cestini venivano venduti in giro per il paese dagli stessi ragazzi che lavoravano nell’orto. In paese c’era chi apprezzava quei fiori, non mancavano però quelli che caricaturavano la merce: “Garofani dobbiamo mangiare?”…
   Il racconto prosegue interessantissimo. Testimonia la caparbietà dei concittadini che hanno creduto fortemente in un progetto e si sono spesi per la realizzazione dello stesso, lottando contro la chiusura mentale dell’epoca, imparando a coltivare fiori senza lasciarsi mai sconfiggere dalla fatica, né dallo sconforto.
Pasquale Tricarico fu anche amministratore del Comune di Terlizzi. Candidatosi nel 1946 nelle liste della DC, venne eletto ricevendo 15 voti di preferenza. Il 17 agosto 1951 entrò a far parte della Giunta monocolore DC del Sindaco Andrea Vendola. 
Se oggi Terlizzi ha il suo bel mercato dei Fiori forse un po’ lo deve a quel signore di nome Pasquale Tricarico, che recatosi a Pescia per acquistare piantine d’ulivo, ebbe la brillante idea di tentare la coltivazione dei garofani.
L’intuizione, la lungimiranza, l’imprenditorialità della famiglia Tricarico ha dato alla nostra cittadina coltivazioni, mai praticate prima. Nel dopoguerra era difficile immaginare di coltivare fiori. La fame e la miseria mantenevano alta la richiesta di ortaggi. Pasquale Tricarico intuì che una coltivazione non escludeva l’altra.
Dobbiamo a questa sua intuizione la nascita della Floricoltura a Terlizzi.
Per questo motivo ritengo oltre che giusto, anche doveroso, che l’Amministrazione Comunale di Terlizzi dedichi la Sala Vendita del Nuovo Mercato dei Fiori alla memoria di Pasquale Tricarico.
Per non dimenticare la tenacia, la caparbietà e la lungimiranza di un cittadino che, portando la coltivazione del fiore nell’agro di Terlizzi, ha aperto le porte all’imprenditorialità agricola di moltissimi giovani d’oggi.

Bari, 18/10/2010
                                                                                                 
 
 
                                                                                                           On. Gero Grassi
                                                        Vicepresidente Commissione Affari Sociali Camera Deputati (2010)
Vicepresidente Gruppo Pd  Camera dei Deputati (2015)
 

Comunicati Stampa / 28.07.2015

 
I dati fotografati dall’annuale Rapporto Istat sulla situazione del Paese, dove risulta che in più di 2,4 milioni di famiglie, cioè il 12,9% (rispetto al 12,5% del 2013 e 9,6% nel 2008), a lavorare è soltanto la donna, sono positivi. Il Rapporto, infatti, sottolinea che la presenza delle donne nel mercato del lavoro è sempre più importante e quindi la tendenza generale è irreversibile. 

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www.ecodibergamo.it/stories/Santalessandroorg/istat-la-donna-e-capofamigliail-sociologo-bernardi-irreversibile_1132931_11/
Comunicati Stampa / 25.07.2015

 


La Camera ha approvato la riforma della pubblica amministrazione che segue, a distanza di un anno, l’approvazione del decreto legge sulla pubblica amministrazione, contenente le norme più urgenti e immediatamente applicabili, e una consultazione pubblica che ha permesso un confronto reale, frutto di un metodo di lavoro coesivo e partecipativo, con gli attori coinvolti.

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Comunicati Stampa / 20.07.2015


L'intervento Il presidente della commissione Moro: «Ricondurre l'europeismo italiano alla sola sinistra e al solo Spinelli non rende verità all'humus costituente del Pd»


Di per sé, l'idea di ripartire dal Manifesto di Ventotene per ribadire la centralità del ruolo dell'Italia in Europa e per riporre l'accento sullo spirito con cui nacquero le Comunità antenate dell'attuale Unione europea non può non essere condivisibile. Tuttavia, l'iniziativa suggerita da Nicola Zingaretti a Renzi, e da quest'ultimo rilanciata, di organizzare una manifestazione sull'isola in cui Altiero Spinelli scrisse (insieme ad altri) il Manifesto, invitando non solo il Pd ma coinvolgendo anche tutto il Partito socialista europeo, rischia di essere culturalmente insufficiente. Il valore dei Federalisti europei alla causa comunitaria è innegabile. Ma altrettanto innegabile è che, tra i padri fondatori dell'Europa unita, con Schumann e Adenauer ci sia stato in maniera eminente anche Alcide De Gasperi. Allo statista trentino, come ricordato dal presidente del Senato Pietro Grasso in un intervento alla presentazione della ripubblicazione di un saggio di Giuseppe Petrilli sulla politica estera ed europea di De Gasperi in occasione del sessantesimo anno dalla sua scomparsa, vanno riconosciuti meriti indiscutibili. Tra questi la dimensione politica che oggi manca a Bruxelles; l'idea di quegli Stati Uniti d'Europa da cui ripartire per ricostruire un continente squassato e lacerato dai conflitti bellici mondiali; lo sviluppo del connubio tra democrazia e stato sociale come premessa per legare il destino italiano a quello degli altri popoli europei; l'intuizione che solo la cooperazione internazionale potesse creare una nuova classe dirigente e allo stesso tempo dare piena attuazione all'articolo 11 della Costituzione; la scelta atlantica; la consapevolezza che l'instaurazione di un ordine internazionale più equo postula necessariamente non solo la trasformazione dei singoli Stati in senso liberale, ma il loro aprirsi a più organiche forme di solidarietà internazionale. Il cattolicesimo democratico ha contribuito in modo determinante a realizzare quell'Europa che oggi si è scostata dal solidarismo tra i popoli per imboccare l'oscura via dell'austerità e del rigore. Una linea che giustamente va corretta ripartendo dallo spirito fondativo. Il Partito democratico ha nel proprio Dna anche tutti questi valori. Le fondamenta costitutive custodiscono un progetto che oggi più che mai va rilanciato e portato a pieno compimento: la realizzazione di un grande partito che sia la casa delle diverse culture riformiste di centrosinistra. Ecco, probabilmente in questi anni si è lasciato che la memoria venisse eccessivamente offuscata. Ricondurre l'europeismo italiano alla sola sinistra e al solo Altiero Spinelli, figura peraltro cardine e di enorme spessore, sarebbe riduttivo e finirebbe col non rendere verità all'humus costituente del Pd. Troppe volte in questi anni si è scelta una linea ambigua. Come sapete sono stato l'unico in Direzione a votare contro l'adesione del Pd al Partito socialista europeo proprio perché il Pd è impregnato di tante culture politiche, non solo quella socialdemocratica. Si è lasciato che il sessantesimo anniversario della morte di De Gasperi passasse sotto eccessivo silenzio. Si è celebrato il brand dell'Unità e delle Feste dell'Unità senza alcun accenno ad altre esperienze analoghe, egualmente significative e importanti. Giustamente il segretario Renzi invita il Pd a non essere il partito dei musi lunghi, a mettere da parte malumori e correnti. Vale per la minoranza, ma vale anche per ciascuno di noi. Ma l'obiettivo di portare a compimento il progetto costitutivo del Pd, cioè un grande partito in grado di rappresentare i riformismi di centrosinistra, non può prescindere dal riconoscimento di tutte le culture politiche che hanno contribuito in modo determinante alla ricostruzione del Paese nel dopoguerra, alla realizzazione di una democrazia matura e, in questi ultimi anni, alla nascita, al radicamento e alla crescita della più grande forza di governo italiana ed europea di centrosinistra: il Pd. E questo obiettivo passa anche per la collocazione europea e per il riconoscimento della pari dignità di cattolicesmo democratico e socialismo. Per questo nel pantheon del Pd non può esserci solo Ventotene.
Comunicati Stampa / 17.07.2015

 

Martedì 21 luglio l'On. Gero Grassi, Vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati, accompagna il Ministro per i beni culturali Dario Franceschini a Molfetta, per l'inaugurazione della Cittadella degli Artisti, contenitore culturale multifunzionale allocato alla periferiia della città, sulla vecchia statale 16, deviazione per Bisceglie.
L'inaugurazione è prevista per le 16.45













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