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Il sensibile aumento della povertà tra la popolazione in età lavorativa è una delle conseguenze sociali più tangibili della crisi economica. Per un'inversione di tendenza potrebbe non essere sufficiente una riduzione graduale dei livelli di disoccupazione, se si dovesse confermare la polarizzazione delle retribuzioni, dovuta in particolare all'aumento del lavoro a tempo parziale. È questa una delle principali conclusioni del rapporto 2013 su occupazione e sviluppi sociali in Europa , che esamina anche l'impatto positivo che le prestazioni sociali hanno sulla probabilità di ritorno al lavoro, le conseguenze dei persistenti squilibri di genere e la dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria.
Il rapporto dimostra come l'accettazione di un posto di lavoro possa aiutare a uscire dalla povertà, anche se ciò è vero solo nella metà dei casi: molto dipende dal tipo di lavoro trovato e anche dalla composizione del nucleo familiare e dalla situazione del partner sul mercato del lavoro.
" Per una ripresa duratura, che non si limiti soltanto a ridurre la disoccupazione, ma faccia anche diminuire la povertà, dobbiamo preoccuparci non solo della creazione di posti di lavoro, ma anche della loro qualità ", ha dichiarato László Andor, Commissario per l'Occupazione, gli affari sociali e l'integrazione.
Impatto positivo delle prestazioni sociali e delle indennità di disoccupazione
L'analisi condotta nel rapporto dimostra anche che, contrariamente a quanto comunemente ritenuto, i beneficiari di prestazioni di disoccupazione hanno maggiori probabilità di trovare lavoro rispetto a coloro che non ne percepiscono (a parità delle altre condizioni). Ciò vale in particolare nel caso in cui i sistemi di prestazioni siano ben congegnati (prevedano, ad esempio, prestazioni decrescenti nel tempo) e siano integrati da opportune condizioni, come l'obbligo di cercare un lavoro. Questi sistemi tendono a favorire un miglior matching delle competenze e quindi l'occupazione di posti di lavoro di maggiore qualità, aspetto questo che contribuisce a sua volta all'uscita dalla povertà...

Nota dell’on. Gero Grassi: Vicepresidente Gruppo Pd Camera dei Deputati Nella riunione del Gruppo Pd di ieri sera con il segretario Matteo Renzi ha prevalso l'etica della responsabilità sul tema della legge elettorale. Dibattito leale e sereno nella consapevolezza che le riforme si...



Nota dell’on. Gero Grassi – Vicepresidente Gruppo PD Camera dei Deputati
 
Eliminati alcuni toni da stadio, credo che il dibattito nel PD sia proficuo e tenga conto della volontà generale del Paese: avere le riforme strutturali ed un'azione di Governo efficace senza i tempi morti del passato ed il linguaggio del politichese.
Nel merito va dato atto al segretario PD Matteo Renzi di aver impresso alla politica la accelerazione necessaria. Aggiungo che a me non scandalizza il fatto che Berlusconi sia un interlocutore perchè leader di un partito che riscuote milioni di voti, mi preoccuperei se fosse il solo interlocutore. Penso che la legge elettorale e le riformne vadano fatti a largo raggio ma con alcuni obiettivi chiari: avere certezza di una maggioranza che governi il Paese, riconoscere all'elettore il diritto di scegliere i propri parlamentari.
Va verificata la soglia del 35% per il premio di maggioranza che potrebbe essere basso, va verificata la soglia di sbarramento al fine di tenere dentro il Parlamento anche le minoranze, va definita senza ipocrisie la scelta dei parlamentari che non può avvenire a tavolino, oppure con primarie taroccate come pure si è verificato in alcuni casi.
Questa considerazione sulle primarie la faccio io che pure le ho vinte nel dicembre 2012 in una condizione di sostanziale disparità rispetto ad altri candidati e con il numero di deroghe più alto d'Italia.
Compito del PD non è quello di frapporre ostacoli, ma di aiutare il Segretario Renzi a raggiungere l'obiettivo nel modo migliore possibile e nel tempo più celere possibile.
Tutto questo nella chiarezza delle posizioni ed in attesa che il Presidente del Consiglio dia al Governo una svolta in termini di rapidità di decisione e di obiettivi chiari ed immediati al fine di ridare speranza e futuro all'Italia.
L'Italia non può permettersi alcuna melina in nessun campo.



La Camera ha approvato la scorsa settimana la proposta di legge in tema di “Modifiche al codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali” (C. 631/A e abbinate- Relatori: Rossomando e Sarro). Il testo, ora all’esame del Senato (Ddl 1232).
Di seguito, in sintesi, i punti salienti del provvedimento, che, nella sua versione definitiva, ha tenuto conto dei contributi specifici delle Commissioni ministeriali presiedute dal Presidente della Corte d’Appello di Milano, Dott. Giovanni Canzio e dal Prof. Glauco Giostra.
Il provvedimento in pillole
L’Aula della Camera interviene sul carcere preventivo modificando le norme sulle misure cautelari. L’obiettivo è chiaro: restituire natura di ‘extrema ratio’ alla carcerazione preventiva, rendendo più stringenti i presupposti e le motivazioni e ampliando al contrario le misure alternative. Ecco, in sintesi, le principali novità...