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Dopo cinque mesi dall’inizio dell’esame in Commissione Affari costituzionali (11 settembre 2014), il 14 febbraio scorso la Camera dei Deputati ha terminato l’esame e il voto degli articoli del disegno di legge di revisione della Parte II della Costituzione approvato in prima deliberazione dal Senato della Repubblica l’8 agosto 2014. Questo dossier, scritto in collaborazione con il Dipartimento Istituzionale, sintetizza i contenuti del disegno di legge costituzionale ed evidenzia le principali modifiche introdotte.
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(Ansa) - Mediazione sugli sfratti, proroga del vecchio forfait dei minimi, rateazione 'bis' dei debiti con il fisco, ma anche una serie di micromisure tagliate sulle esigenze di specifici territori, dall'Emilia all'Aquila ai 519 collaboratori scolastici di Palermo, passando per i criticati sconti sulle sanzioni 'salva-Lazio' e 'salva-Venezia'. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera sono riuscite a terminare l'esame del decreto Milleproroghe portando a casa parecchie modifiche. Un passaggio anche teso, per le proteste delle opposizioni. Ma che consente di arrivare in Aula con un testo 'chiuso', sul quale il governo porrà la fiducia per spedirlo al più presto al Senato, dove è atteso per la seconda lettura, blindata, prima della scadenza del 3 marzo.
Ecco in sintesi le principali novità introdotte alla Camera:
SFRATTI, PER 4 MESI SI PUO' CHIEDERE STOP: alla fine non si tratta di una "proroga perpetua", come ha sottolineato Maurizio Lupi, ma di una soluzione 'ponte' attenta ai nuclei più bisognosi, che consente di valutare "caso per caso". Il giudice, su richiesta, potrà sospendere l'esecuzione di uno sfratto "fino al centoventesimo giorno dall'entrata in vigore della legge di conversione", per consentire il "passaggio da casa a casa".
'SALVA-MINIMI', STOP ANCHE AUMENTO CONTRIBUTI: tra le misure più attese, torna in vita il vecchio regime dei minimi Iva (con tassazione agevolata al 5%) che coesisterà per tutto il 2015 con il nuovo regime (al 15%)... 

 


“Voglio ringraziare il presidente Luciano Violante, già membro della ex Commissione Stragi, ascoltato oggi nell’ambito dell’inchiesta parlamentare sul sequestro e la morte di Aldo Moro, per la chiarezza con cui si è rivolto al nuovo organismo inquirente ammettendo che la verità sui 55 giorni non è mai stata acquisita.
Violante ha parlato di ‘nebulosità’ che avvolgono diverse momenti di quelle settimane e ha parlato senza mezzi termini dell’esistenza di un canale di ritorno attraverso il quale Moro e i suoi sequestratori ricevevano notizie dall’esterno.
Violante ha così indicato molti elementi sui quali continuare ad indagare, un compito che cerchiamo di portare avanti con impegno e determinazione ”.
Lo afferma Gero Grassi, vicepresidente dei deputati Pd e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro.
(IL VELINO - 17 FEBBRAIO 2015)