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AUTONOMIA, MERITO, CONTINUITÀ DIDATTICA

Una scuola autonoma e aperta al territorio; continuità nella didattica, con un’offerta formativa più efficiente, flessibile e aggiornata; strumenti più efficaci di raccordo con il mondo del lavoro. E poi: 100.701 mila nuovi insegnanti assunti; investimenti nell’edilizia scolastica; 500 euro l’anno per l’aggiornamento e l’attività culturale di ogni docente. La scuola si rinnova. A indicarne le linee di sviluppo, è il disegno di legge «Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti», noto come «La Buona Scuola»: «Una riforma di ampio respiro – nelle parole della relatrice Maria Coscia, del Pd – lungamente discussa sia dentro che fuori le Aule del Parlamento, che mette in campo risorse per oltre 4 miliardi nei prossimi due anni». Il provvedimento è stato approvato in prima lettura alla Camera e ora passa al Senato.
Il fulcro del disegno di legge (Art.1) sta nel compimento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, introdotta con la legge n. 59 del 1997 ma mai pienamente applicata fino a questo momento. Si arriva a tale obiettivo «rispettando l’autonomia didattica dei docenti e la collegialità delle decisioni prese dalle istituzioni scolastiche» (Maria Coscia) con la valorizzazione della figura del dirigente scolastico, promotore e garante delle attività svolte dalle singole scuole e della gestione di tutte le risorse umane, finanziarie, e materiali delle stesse.

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Rispetto al mese precedente, a marzo 2015 si rileva una crescita per entrambi i flussi commerciali con l'estero, più ampia per le importazioni (+4,0%) che per le esportazioni (+1,8%).
L'incremento congiunturale dell'export è determinato da una crescita delle vendite sia verso i mercati extra Ue (+2,2%) sia verso quelli Ue (+1,5%). I prodotti energetici (+8,4%), i beni di consumo non durevoli (+3,2%) e i prodotti intermedi (+1,9%) sono in forte espansione.
L'aumento congiunturale dell'import è principalmente da attribuire all'area extra Ue (+4,9%). La crescita è diffusa a tutti i principali raggruppamenti di beni ed è particolarmente rilevante per i prodotti energetici (+7,7%) e i beni di consumo (+5,0%).
Nel primo trimestre 2015, rispetto all'ultimo trimestre 2014, la positiva dinamica congiunturale dell'export (+1,2%) è da ascrivere all'area extra Ue (+2,9%). Al netto dei prodotti energetici la crescita è più sostenuta (+1,9%) e soprattutto i beni strumentali (+4,0%) registrano una rilevante espansione.
A marzo 2015, la crescita tendenziale delle esportazioni (+9,2%) è trainata dalle vendite verso l'area extra Ue (+13,2%). I valori medi unitari (+2,8%) e i volumi (+6,3%) sono entrambi in espansione.
Nello stesso mese, il notevole incremento tendenziale dell'import (+9,7%) è determinato dalla crescita degli acquisti sia dall'area Ue (+10,1%) sia da quella extra Ue (+9,1%).
La forte crescita tendenziale per entrambi i flussi è condizionata da una differenza nei giorni lavorativi (22 a marzo 2015 rispetto a 21 a marzo 2014). La variazione tendenziale corretta per i giorni di calendario è pari a +7,8% per le esportazioni e +8,4% per le importazioni.
A marzo 2015, l'avanzo commerciale è di 4,0 miliardi (+3,8 miliardi a marzo 2014). Al netto dell'energia, la bilancia risulta in attivo per 7,1 miliardi. Nel primo trimestre dell'anno il saldo raggiunge i 7,8 miliardi (16,4 miliardi al netto dei prodotti energetici).
A marzo 2015, la crescita tendenziale dell'export è particolarmente sostenuta per Stati Uniti (+44,0%) e paesi OPEC (+18,2%). In marcata crescita le vendite di autoveicoli (+28,0%) e di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+23,8%).
Gli acquisti dalla Cina (+51,9%) e quelli di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. (+28,5%) sono in forte crescita.